30 ottobre 2007

CHIUSO PER MALATTIA




Anche i maestri si ammalano. La mia testa è una ciondolante palla di materia non ben precisata, la gola un campo di peperoni in piena maturazione e la mia fedele arma è un povero fazzoletto ormai irriconoscibile come tale.
E giovedì partiamo per Parigi.
Un post banale e al limite dell'inutilità adolescenzialfastidiosa, stile diario on-line per dire al mondo che:

  1. Sto poco bene.
  2. Fino a lunedì non scriverò deliri autoreggenti sul mio blog.
  3. Parigi mi darà spunti nuovi per ammassi di parole inoffensive ed indecorose che formeranno nuovi post, perciò non cantate vittoria, si tornerà.

Saluto.

29 ottobre 2007

I favori sono una brutta bestia!!!




Fare favori è una piaga biblica! Appena ci si sente in dovere di aiutare il prossimo senza aspettarsi nulla in cambio, non solo non si viene ringraziati, ma per di più sfruttati, trattati da servi, il beneficiario del nostro slancio di gratuita generosità si trasforma in un vulcano di pretese e tutto diventa insostenibile. Ingratitudine prima di tutto. Questo accade quando l'ignoranza (nel senso più stretto del termine) la fa da padrona nelle menti contorte di agnellini che si trasformano in lupi che ti devastano le giornate e tirano giù di botto la cerniera lampo della tua nuova ulcera!
Da oggi nuova regola: fare i favori SOLO quando vengono richiesti, e non sto parlando di buone azioni quotidiane fatte ad estranei , vedi cedere il posto a chi ne ha più diritto, aiutare chi è in difficoltà in modo estemporaneo, no, mi riferisco a conoscenti e "amici" (due virgolette non bastano...) ai quali viene spontaneo offrire il proprio aiuto senza aspettarsi nulla in cambio. Ma che NULLA sia!!! Non ulcere e marroni spaccati in tremila pezzi o sparlate alle spalle perché non si è stati capaci come solo Gandalf o Panoramix sarebbero stati in grado di essere!
Se qualcuno/a ha bisogno di un vostro favore, aspettate che sia lui/lei a chiedervelo, e non offritevi. Tutto sarà più facile, non pretenderanno più e, nel caso, si avranno comunque tutte le armi dalla parte del manico.
Vai ancora a far del bene...
Chiarisco il punto sull'ignoranza di chi ha bisogno di aiuto: nel caso ci si trovasse in una situazione tale (dover o voler dare una mano a qualcuno) fare subito presente che ci costa molta fatica, molto impegno o almeno cercare di dare un quadro specifico di tutti i passi necessari per portare a termine il lavoro compresi tutti i problemi inerenti ai quali si può andare incontro.
Forse così si potrebbe riuscire a soddisfare la nostra innata volontà di aiutare senza che l'aiutato pretenda mari e monti convinto che siano arachidi.
In caso contrario, se vi sarete messi al riparo con una buona premessa esplicativa, sarete liberi di mandare il personaggio in questione (come avrebbe detto il mitico blogger Shemale) a fare in culo!

A parte questo tutto bene, e voi?

26 ottobre 2007

Amore


Il Sole usciva tutte le mattine presto per fare il suo dovere, qualche volta bighellonava, altre volte si stancava, altre ancora vedeva cose nuove, entusiasmanti. Ma passava le giornate sempre allegramente, cantando, facendo il suo dovere per piacere e per sentirsi vivo. La sera, quando incontrava la sua amata Luna, aveva una sacco di cose da raccontare e ancora tanta energia da esaurire!
Luna raccontava timidamente di ciò che aveva sentito nella notte di là, durante il suo lavoro, di quello che aveva fatto, della luce che aveva donato.
A volte Luna diceva che la notte, di là, capitavano cose strane, a volte sbagliate, altre incomprensibili...
Sole rispondeva gaiamente che solo lei poteva sapere di cosa stesse parlando, che la notte ha poca luce per natura e che tutto va in modo diverso quando c'è luce o quando fa buio.
Luna era triste, non si sentiva apprezzata né capita.
Sole faceva sempre tutto con energia, con gioia, senza cedere mai alla stanchezza, la luce era necessaria, la stessa Luna ne aveva bisogno, pensava, e lui, anche se stanco, si faceva forza e si dava da fare.
Luna era diversa; per lei, così piccola, era difficile illuminare, così lo faceva quando e come poteva.
Sole le fece notare che spesso lei, la Luna, si illuminava solo a metà, o appena, per poi non illuminarsi per niente. Mentre lui, il Sole, tutti i giorni ne faceva di luce! Gli sembrava di dire una semplice cosa propria della loro natura, ma Luna ne soffrì a tal punto da chiudersi dietro una richiesta di aiuto diretta a Sole, il quale non capì.
Sole, sotto la coperta di tramonto, si sentiva sempre più agitato, non riusciva a prendere sonno... Così uscì da sotto il tramonto ed illuminò.

E ancora.

E ancora.

Luna non si vide più, era sovrastata dalla luce agitata e perenne di Sole che non riusciva più a vederla. Pensando che fosse andata via per sempre si spense improvvisamente.

Con troppa luce e senza luce Luna non poteva vedersi.

Sole continuò a pensare che fosse sparita per sempre e rimase spento.
Luna restò accanto a Sole senza parlare, lasciandolo nella convinzione di essere solo.

La magia era in lei, la vita di un intero pianeta era nelle sue mani.
Nella sua voce.

In una sua sola parola.





25 ottobre 2007

Tennis


A tennis la destra lavora mentre la sinistra, in panciolle, ciondola in balia dei sussulti corporei che permettono alla destra di svolgere bene il suo lavoro.

In altri casi sinistra e destra ciondolano entrambe in balia degli eventi, vittime della loro arrogante vanità.

23 ottobre 2007

Estenuante




Capì il suo potenziale quando ormai le porte erano già state tutte chiuse. Da lei. Una corsa estenuante verso una realizzazione trasformata in guerra autodistruttiva, fino alla sconfitta definitiva.
O la vittoria definitiva.
Punti di vista, lei contro lei.
Darsi all'inedia, alla disperazione, al senso dell'inutilità per difendersi da un'eventuale successo che porterebbe scompigli troppo grandi ed ingestibili.

Troppo.

Quando nulla era più possibile, allora capì, fu costretta a capire che vivere è un mestiere normale, che poteva fare di più o di meno a suo piacimento, che era in gamba. Ora fin troppo. Tanto da non esserlo più in senso lato.
Portare quella cassa fu un impegno estenuante.
Dimenticata dopo qualche passata di Voltaren.

"Potenziale sprecato"
ora e per sempre ripete.

22 ottobre 2007

Certezze


Persino di fronte alla morte, il povero re Luigi non perse l'appetito. Durante il processo si lasciò irrimediabilmente distrarre da un piatto di panini imbottiti. In lacrime, incapace di concentrarsi sulle domande che gli venivano rivolte, alla fine esplose e chiese: "Per favore, posso averne uno?".
Prima di venire decapitato riuscì ad ingurgitare sedici costolette di maiale.
I miei occhi guardano sospettosi a destra... a sinistra....
La metempsicosi esiste.


Ringrazio tutti i commentatori del post precedente. Credo che faccia bene un po' di partecipazione, ora tornerò ai miei post semi quotidiani che stanno seduti all'ombra, in angoli nascosti e silenziosi.

Ai posteri l'arduo commento...


15 ottobre 2007

Due curiosità. Se siete di fretta tornate con comodo.


Mi chiedo se sia più insalubre respirare i germi tossiti dalle persone sugli autobus affollati o lo smog che riempie i polmoni quando scendi dal suddetto bus.
Passiamo ad un argomento più serio: osservavo una ragazza vestita in modo "vampiresco", occhialoni scuri, capello con frangia storta che ora va tanto (ma che, ai miei tempi, avrebbe causato una denuncia per atti vandalici contro la parrucchiera colpevole di tanta incapacità geometrica), felpa nera con cappuccio tirato sulla testa, giacca di pelle nera ed immancabile piercing.
Mi sono chiesto, allora, se sia il carattere ad indirizzare la scelta di un look, oppure un abbigliamento particolare aiuta a sentirsi quello che magari neanche si è ma si vorrebbe essere o, ancora, vuole ingannare facendo pensare al prossimo (pensatore o meno) quello che il look suggerisce ma che, in realtà, non c'entra nulla con l'animo di chi vi si nasconde dietro.
Io cambio spesso, se ho caldo giro con il minimo indispensabile per non incorrere in problemi legali (canotta, braghìni e sandali), d'inverno vesto con quello che mi piace, ma lontano da qualsivoglia ricerca volontaria che si rifaccia ad un archetipo, a volte cerco un po' più di eleganza, a volte un po' più di comodità, ma raramente le scelte sono direttamente legate alle situazioni.
Non parliamo della barba, a volte c'è, a volte no e, quando c'è, è sempre diversa.
Anche questo continuo cambiare, però, potrebbe essere inconsciamente un modo per cercare di rafforzare o sottolineare quello che sono, che vorrei essere, che vorrei far credere per quanto, consciamente, sia convinto che le mie scelte siano quasi sempre abbastanza libere, casuali, istintive.
Abbiamo poi gli anticonformisti per eccellenza, i frequentatori di centri sociali e del mondo in generale (solo per loro convinzione, in quanto, secondo me, purtroppo sempre più spesso, si stiano disgraziatamente auto ghettizzando!), quelli contrari alle divise, all'etichetta, alle regole:
GLI ALTERNATIVI!!!
  • Il loro abbigliamento li fa distinguere da migliaia di chilometri il che, a casa mia, è proprio di una divisa.
  • Sono spesso accompagnati da un aria sorridente, accondiscendente, curiosa, un pizzico rintontita, da canne, diciamocela tutta, con quei modi orientalindianeggianti che, secondo me, snaturano parecchio la vera essenza spirituale dell'individuo INSCINDIBILE dalle proprie origini, fatte anche di cultura più o meno atavica.
  • Hanno il comunismo (ormai, ahimè, morto e sepolto), sempre in bocca o sulle spilline o nelle frasi scritte sulle sacche. O, peggio ancora, parlano di anarchia, non morta, non sepolta, ma sempre molto pericolosa quando non viene maneggiata con cura! Anche questo crea una profonda amalgama di neuroni interscambiabili, sempre a mio avviso.

Ci tengo a sottolineare che ideologicamente sono molto più vicino a loro che non a chi vorrebbe un mondo tutto di bianchi lavoratori e negri a casa loro, sia ben chiaro, ma ogni epoca necessita di movimenti il meno possibile ripetuti ciclicamente, come accade da che esista l'uomo, altrimenti si resta semplici nostalgici confusi ed a rischio di essere arruolati, inconsciamente, in un esercito di schiavi liberi, quelli che pensano come, chi comanda, ha bisogno che si pensi.

Questi ultimi personaggi (gli alternativi) hanno guardato male per una sera intera un mio amico solo perché, recatosi ad un concerto in un centro sociale genovese, era vestito con le sue immancabili camicia e cravatta.

E questo fa pensare.

Ma allora, questo dannato look, come si rapporta realmente con l'animo delle persone?

A chiunque passasse di qua, per caso, per abitudine o per noia, chiedo gentilmente di lasciare fra i commenti la sua opinione, anche a chi passa sempre e, solitamente, non commenta mai. Sono curioso di sapere da che parte tiri la corrente.

Siate spontaneamente agguerriti, pacifici, concisi, prolissi, purché sinceri.

Fino a lunedì 22 ottobre questo blog vivrà solo nei commenti di questo post.

12 ottobre 2007

Capita.

Capita di fare qualcosa anche se non se ne ha voglia. Capita di scrivere un post nuovo anche se non si vuole parlare di niente. Capita anche, fra una ditata e l'altra su vari tasti, di pensare a qualcosa di importante ed allora il post prende improvvisamente un'altra piega.

Artemisia80 ha parlato sul suo blog di un fenomeno orribile, ovvero il trionfo di blog dove ragazzine anoressiche vengono portate in trionfo da sconosciute coetanee perché sono riuscite a non mangiare nulla per una settimana. Si diceva che il pericolo peggiore è una sorta di emulazione che possa prendere piede nelle deboli menti di chi si fa ispirare da tutto ciò che vede e tutto ciò che legge. I complimenti fatti a chi si sta suicidando sono una delle punte massime dell'idiozia umana. Certo, ragazzine, giovani menti ancora incapaci di accompagnare serenamente per il mondo i corpi che le ospitano, ma pur sempre un forte e stridulo campanello d'allarme.
Io vedo le mie allieve quasi tutti i giorni, rivivo nelle loro espressioni, nei pochi momenti di solitudine che le dinamiche della scuola gli permettono, i disagi, le speranze, le paure, i sogni, i primi amori con tutto ciò che ne consegue di tanti anni fa', quando anche io mi nascondevo dietro quelle stesse espressioni, quegli stessi sguardi.
Sono quasi tutte ragazze forti e questo mi fa stare bene. Nonostante tutto cerco di regalare loro, in modo velato, la curiosità, la voglia di superare piccoli ostacoli, la capacità di sognare mantenendo i piedi nelle scarpe giuste, sperando di regalare loro non solo la chiave per poter comprendere, convivere, condividere l'arte e magari anche per viverne, ma anche la capacità di saper vivere bene la propria vita, senza sprecare nessuna occasione per gustarsi ogni esperienza, positiva o anche (e soprattutto) negativa.
Mi rendo però conto di quanto sia naturalmente facile e facilmente naturale, per loro, seguire il gruppo, seguire la "moda" mentale, spesso lasciandosi prendere la mano in battaglie inutili e sciocche solo perché non si sono fermate un attimo ad analizzare la situazione con il proprio cervello.
Ci siamo passati tutti, ma i tempi sono diversi, gli usi e costumi sono più subdolamente pericolosi e ci si può ritrovare, come nel caso del post di Artemisia80, a vantare le proprie prodezze da anoressica su di un blog e ad essere incitati, idolatrati, addirittura emulati.
Questo non è un post per i giovani, ma per chi ha qualche annetto e tanta esperienza in più. Non pretendiamo di aiutare imponendo regole, considerandoli semplicemente giovani ed inesperti, ma fermiamoci, prima di agire, a pensare approfonditamente a come eravamo noi a quell'età, a cosa non volevamo sentirci dire, a cosa ci sarebbe piaciuto e servito sentirci consigliare e, soprattutto, facciamoli PARTECIPARE! I giovani hanno bisogno, come chiunque, di partecipare alla vita, al mondo, senza essere ghettizzati o, ancor peggio, finire con l'autoghettizzarsi. Se non ci diamo da fare, non spaventiamoci, poi, se queste creature ci ricordano tanto degli zombi, come già ho scritto qui.


Buon fine settimana.

11 ottobre 2007

Telemarket






Il bisogno è inesistente. Non ci sono motivi per i quali dovrei fare questa chiamata ed impegnarmi per qualcosa di permanente, di irrimediabile. La cornetta del telefono per un certo periodo ha provato a saldarsi con la mia mano. Ora inizia a scivolare, vittima del sudore e della forza di gravità. Lo sguardo è perso. Tanto da avere quasi delle allucinazioni. Il tempo trascorso in quella posizione è ormai archiviato fra le pagine della Treccani.
Ho fame.
Quasi inebetita la mano libera si avvicina al disco e compone il numero.
Aspetto di sentire una voce cordiale, ammaliante, ipnotizzante, di quelle voci alle quali è impossibile dire di no. Una voce giusta per quella telefonata, che mi levasse ogni dubbio, ogni paura, ogni ripensamento.
In fondo io lo voglio.
E' talmente incantevole, così, lì, figurarsi dal vivo, contro la mia parete, sopra il divano.
Volevo.
Voglio.
Ormai è fatta...
Una voce suadente.
Orgasmica.
Vecchia.
No.
Il numero selezionato è inesistente...
Ritentare.
Ancora.
Con più attenzione.
Niente...
Ho fame e il mio sogno, nonostante la dedizione e la forza di volontà, svanisce nel nulla...
E la parete rimane orfana, anonima, bianca.


Vuota.


10 ottobre 2007

Dimestichezza



Antonello ha sempre roba stesa alla finestra. Lenzuola blu, tovaglie blu, magliette blu. A volte il blu lascia il posto all'arancione che spicca energicamente da lenzuola, tovaglie, magliette.
La sua televisione non è quasi mai spenta e, la sera, con il silenzio del vicolo, riesco a seguire i programmi che vede grazie alla modesta distanza fra i palazzi e all'audio inopportuno che è solito tenere. Mi metto comodo sul balcone, mi accendo la pipa e guardo la TV con Antonello.
Ma lo so solo io.
Ho provato a scoprire se con il mio telecomando si riuscissero a cambiare i canali, ma ha un raggio d'azione misero, già fatica con il mio televisore.
Peccato. Poteva essere un gioco simpatico.
Per me.
Antonello è esageratamente peloso e gira spesso in mutande, il che non è un grande spettacolo; peggio per me che guardo verso le sue finestre.
L'altro giorno aveva una donna in casa. Ho impiegato diversi minuti per capire che non fosse un uomo. Di certo Antonello non è persona adatta ad una top model, non perché sia troppo brutto per avere accanto una donna degna di questo nome, ma perché lui non bada alle apparenze, Antonello cerca nel profondo della cesta dell'anima e trova sempre qualcosa. Se quello che trova gli piace si tiene tutto: la cesta e il suo contenuto.
Antonello abita lì da prima che io abitassi qui e si vede, dagli atteggiamenti, dalle pareti del suo appartamento, dalle persiane sgretolate e prive della parte inferiore. Eppure Antonello è una persona molto giovane.
Il suo vicino di casa è molto vecchio.
Ho scoperto che è James Dean, ma non posso andare a dirlo in giro. Chissà se Antonello ne sa qualcosa, magari qualche volta lo va a trovare e lui, James Dean, gli confida delle cose, gli fa vedere vecchie foto. Oppure si limita a prestargli una cipolla o del sale.
Antonello.
Non sono tanto sicuro che sia il suo vero nome.

08 ottobre 2007

Rantolando



Riuscì a raggiungere quella porta in tempo perfetto, ma qualcuno stava ostruendo il passaggio. Quell'individuo non ben identificato lo trasse in inganno, facendogli perdere l'attimo.
Tutti uscirono da quella porta, il fragore cessò ed il tempo fu perso. Non una possibilità di recupero.
La follia messa in pentola dall'ira cominciò a ribollire ed a riversarsi fuori dalla sua pentola cranica, l'ossigeno lo inondò di forza che non poteva essere scaricata in nessun modo ma che, in qualche modo, dopo, sfiatò energicamente da più di una valvola di sfogo, lasciando inebetiti i volti che coprivano sentimenti vari, tutti riconducibili alla fonte della paura e dello sbigottimento. Gli mancò solo di zoppicare e di ritrovarsi un'ascia fra le mani e non sarebbe stato tanto diverso da Jack. Gli toccò pure una scena negli inquietanti bagni, ma senza Delbert Grady a confonderlo e ad entrare fra le ferite della sua identità.
Tornò fra le sue bianche pareti, sotto l'alto soffitto; adorava il silenzio di casa sua.
La banda iniziò a suonare, salendo per il vicoletto sotto le sue finestre. E il prete berciò un padre nostro.

Un malinconico e sinistro sorriso gli infastidì le labbra.

04 ottobre 2007

...intimità



Ad ogni viandante che casualmante s'imbatte nelle mie parole,
ad ogni amico che ritorna,
ad ogni nemico



Nella pietosa convinzione che la ragione sia nostra,

ci affanniamo ad imprecare

contro i pensieri e le azioni

che non condividiamo e ad imporci con sempre più impeto sulle idee degli altri.

In un silenzio arredato di riflessioni aperte alla comprensione ed all'accettazione delle diversità

m'immergo speranzoso d'insegnarmi

a vivere meglio.





(Post scriptum dissacrante: fino a domenica sarò impegnato per il mio concerto di sabato al teatro di Trento. Graditi gli in bocca al lupo. A lunedì)

03 ottobre 2007

Tentò la fuga in tram verso le sei del mattino dalla bottiglia di orzata dove galleggia Milano. Non fu difficile seguirlo, il poeta della Baggina, la sua anima accesa mandava luce di lampadina. Gli incendiarono il letto sulla strada di Trento, riuscì a salvarsi dalla sua barba un pettirosso da combattimento. I Polacchi non morirono subito e inginocchiati agli ultimi semafori rifacevano il trucco alle troie di regime lanciate verso il mare. I trafficanti di saponette mettevano pancia verso est; chi si convertiva nel novanta, ne era dispensato nel novantuno.
La scimmia del quarto Reich ballava la polka sopra il muro e, mentre si arrampicava, le abbiamo visto tutto il culo.
La piramide di Cheope volle essere ricostruita in quel giorno di festa, masso per masso, schiavo per schiavo, comunista per comunista.
La domenica delle salme non si udirono fucilate, il gas esilarante presidiava le strade; la domenica delle salme si portò via tutti i pensieri e le regine del ''tua culpa'' affollarono i parrucchieri.
Nell'assolata galera patria il secondo secondino disse a ''Baffi di Sego'' che era il primo -si può fare domani sul far del mattino- e furono inviati messi, fanti, cavalli, cani ed un somaro ad annunciare l'amputazione della gamba di Renato Curcio, il carbonaro.
Il ministro dei temporali, in un tripudio di tromboni, auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani (e le mani sui coglioni)
–voglio vivere in una città dove all'ora dell'aperitivo non ci siano spargimenti di sangue o di detersivo–
A tarda sera, io e il mio illustre cugino De Andrade, eravamo gli ultimi cittadini liberi di questa famosa città civile, perché avevamo un cannone nel cortile.
La domenica delle salme nessuno si fece male, tutti a seguire il feretro del defunto ideale; la domenica delle salme si sentiva cantare -quant'è bella giovinezza non vogliamo più invecchiare-
Gli ultimi viandanti si ritirarono nelle catacombe, accesero la televisione e ci guardarono cantare per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare.
Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio, coi pianoforti a tracolla, travestiti da Pinocchio, voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti, per l'Amazzonia e per la pecunia, nei palastilisti e dai padri Maristi; voi avete voci potenti, lingue allenate a battere il tamburo; voi avevate voci potenti adatte per il vaffanculo!
La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono, tra i flauti, il cadavere di Utopia; la domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo c'erano i segni di una pace terrificante.
Mentre il cuore d'Italia, da Palermo ad Aosta, si gonfiava in un coro
di vibrante protesta...







02 ottobre 2007

...peculiarità



questa
non è
solo
la mia opinione
ma
anche
la vostra



01 ottobre 2007

Indignato!


Dal sito di un'emittente locale genovese (Primocanale):

Un esercito ha preso d’assalto piazza De Ferrari a Genova. Settantacinque soldati di terracotta hanno circondato la fontana prima di imbarcarsi su un container. Queste sono opere di un giovane artista- performer asiatico protagonista della mostra di arte contemporanea dedicata alla cultura cinese che verrà inaugurata domattina alle 10. 30 a Villa Croce e rimarrà aperta fino al 21 ottobre.
Innanzitutto la profonda belinata* è che non è vero che l'esercito abbia preso d'assalto la piazza "prima d'imbarcarsi su un container", perché il sottoscritto MaestroBuitre li ha SCARICATI lui stesso con le sue braccia DAI container (si, perché erano ben due camion! E ogni statua 200 kg! Il muletto li portava giù dal container, ma fin sopra il muletto ce li ho spinti io a braccia!) per metterli tutto intorno alla fontana dove resteranno fino al 21 di ottobre!!
Complimenti vivissimi alla carta stampata che accenna quattro notizie pure alla cazzo di cane!
Perché me la prendo tanto?
Semplice, perché ho il dente avvelenato con le pattuglie di incapaci che avrebbero dovuto sorvegliare le statue di notte e che, invece, hanno permesso che il solito vandalo idiota ne decapitasse una portandosi via la testa!
Perché, le stesse pattuglie, hanno permesso che la notte seguente un altro idiota ne rovesciasse un'altra (questa volta lo hanno preso, il meschino decerebrato, ma non doveva proprio succedere!)
Perché il tg regionale non ha annunciato la notizia del secondo atto vandalico che reputo, per ovvi motivi, ancor peggiore del primo!
Perché un maestro compositore che non c'entra niente con gli scaricatori si è prestato per ben sette ore a farsi un mazzo da bisonte per aiutare un collega artista, il cinese Zhang Qikai, a realizzare la sua opera-installazione all'aperto e un povero citrullo ha impiegato un nano secondo a rovinare quest'opera!
Perché sapevo che sarebbe andata a finire così e questo, forse, è l'aspetto che più di tutti mi rattrista e mi fa arrabbiare!
Ma passiamo a un paio di righe d'informazione:
Le statue sono state oltreché riprodotte fedelmente (immaginate il lavoro! Sono 75 tutte una diversa dall'altra!) anche dipinte con ideogrammi cinesi presi da un testo orientale che parla di pace. Non scendo nei dettagli, ma considero il risultato molto suggestivo e pieno di significato!
Per chi si trovasse a Genova entro il 21 ottobre potrà vedere questa bella opera in piazza De Ferrari oltre all'esposizione singolare e piena di forza espressiva che si trova nel palazzo a Villa Croce, sempre a Genova (capolinea del 35 e 35/ zona ospedale Galliera).
Spero che non ci siano in giro solo dei poveri mentecatti ma anche persone dall'animo più nobile e dalla cultura più elevata tanto da sapere apprezzare questi meravigliosi lavori.
Resta il fatto che sia molto arrabbiato con i minchioni che si limitano a spaccare per noia.


Saluto, in attesa di un mondo che funzioni un po' meglio...
*cazzata



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