Un tempo, una volta finito il conservatorio, ci si trovava ad un punto di partenza, era un po' come essere partoriti nel mondo della musica dopo una lunga gestazione fra le quattro mura accademiche e da quel punto in poi era compito dell'individuo sapersi muovere e farsi strada, ma le speranze erano sempre tante e forti.
Ora la situazione è simile, ma con una differenza piccola quanto fondamentale: finché vai al conservatorio hai un fine. Quando ti diplomi hai "una" fine.
E questa è la triste e cruda verità.
Io ormai l'ho scampata bella, ho fatto ancora parte della tipologia "preistorica", quella raccontata ad inizio post, ma tutti questi fanciulli che sono stati trasformati in veri e propri universitari da una riforma che fa acqua da tutte le parti, beh, una volta laureati hanno un foglio di carta pieno di scritte in mano, mentre cuore, mente e futuro sono vuoti.
Soprattutto vuoti di musica.
Bella merda.
Ed al solito: non lamentiamoci se poi quando si vede il primo sedicente prodigio che strimpella senza un minimo di coscienza artistica uno Chopin ormai trasformatosi in trivella, da quanto ha girato nella sua bara, viene applaudito, elogiato e considerato un grande quando in realtà non fa altro che alimentare la devastazione dell'educazione al bello e la morte del senso artistico della povera massa.
No, non lamentiamoci.