13 luglio 2006

Oggi mi trasferisco...


Come disse Bombardino "avremo bisogno di tutto". In fondo non aveva tutti i torti, anzi, credo proprio che avesse ragione, di quelle da vendere anche a saldi fino ad esaurimento scorte. O fino ad esaurimento, e basta. Come il bambino che va al mercato con la mamma e, mentre girano tra i banchi, chiede: "Mamma, mamma! Perché quei cani fanno così?" e la mamma: "Va bene!"... La superficialità che scivola come un rivolo di acqua, ma che da qualche parte deve per forza andare... a volte si trasforma in fiume in piena, in lago di montagna, in mare, in pozzanghera, in vapore, in pioggia, ma non ristagna mai per troppo tempo, cambia, si evolve, si muove, vive. E' nella natura delle cose. Il bene, il male, i punti di vista. Credo che (ri)guarderò film e (ri)leggerò libri per i prossimi tre mesi dal punto di vista del cattivo, dell'antagonista... Potrei capire di più o confondermi irreparabilmente. Potrei amare di più quello che vedo o che leggo, o trovarlo improvvisamente terribile ed insopportabile. Ma si può fare? Dico, uno ci può riuscire senza problemi oppure tutto è pensato e costruito in modo tale da non permetterti di scegliere da che parte stare? Cogito... ergo... Comunque si andrà alla festa delle barzellette della canzonetta italiana, perché così va la vita; già, così va la vita!

Questa maccaja mi fa impazzire.

11 luglio 2006

Grigio. Anche domani (ma solo forse...)

Trent'anni. Trent'anni passati ad autogestirsi, autoaccusarsi, annientando la sua capacità di rapportarsi decentemente col prossimo, che fosse esso un amore da romanzo immortale o lo sconosciuto sull'autobus numero 20 (Foce\Via Degola). Anni passati convinto che la sua vita sarebbe stata eternamente quella, convinto che la libertà fosse alla base di una buona riuscita in tutto, convinto che si sarebbe per sempre autogestito, autoaccusato.
Convinto che si sarebbe per sempre dato la colpa di tutto e di niente, per poi perdonarsi da solo e coccolarsi con una giornata di libera uscita dagli impegni del quotidiano.
Convinto che sarebbe stato così per sempre.
Convinto di essere un buon ascoltatore ed un ottimo consigliere, uno di quelli in grado di risolvere i problemi di tutti. Si sentiva parte della natura e della vita di ogni cosa animata nell'universo intero.
Poi si ammalò di tristezza, delusione, indifferenza, disillusione, stanchezza, noia. E morì, solo, senza che nessuno se ne accorgesse veramente; così decise di tornare, sempre senza che nessuno se ne accorgesse veramente, e cercò di scrollarsi di dosso la tristezza, la delusione, l'indifferenza, la disillusione, la stanchezza, la noia...
E quando stava per essere ad un passo dalla guarigione definitiva per ricominciare a vivere, morì.
E quella volta non se ne accorse neppure lui, e divenne grigio in mezzo a tutto il grigio che la vita, di quei tempi, potesse offrire.
L'unica cosa, che potesse offrire.
Una casa grigia, una moglie grigia, dei figli grigi, un lavoro grigio.
Una vita grigia.
Poi, un giorno grigio come tanti (tutti) gli altri, guardò sua moglie nei suoi occhi grigi e le scappò di dirle "ti amo".
E non cambiò nulla.

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