30 dicembre 2006

Ritorno alle origini

Post che generano Commenti.
Commenti che generano Post.
Beh, @llerta, non ricordi la querelle su Busi? E i commenti ai post di Novembre?
Non mi sembra di essermi tirato indietro. Tantomeno mi trastullo nell'approvazione collaudata. Nei commenti al post precedente Anonimo dice: "Il mondo è uguale ovunque, questo blog non fa eccezione, c'è uno che dice cose ed altri lo ossequiano. Di certo così non si fa molta strada. La critica porta verso la verità, l'accondiscendenza è la morte del pensiero"...
Vero, ma la strada preferisco farla nella vita reale. Dove vuole che possa portare, un insulso blog? Non faccio cronaca, non parlo di argomenti di pubblico interesse, butto lì qualche idea, cerco di creare un castello di carta con le parole e lascio che vengano lette, avendone la possibilità. Le critiche? Ben vengano, ma il commento di Bilbo mi ha infastidito.
Non sono un Dio, non sono un essere superiore, sono un essere umano soggetto ad errori. Si sbaglia, non si ha voglia, si agisce di fretta. Ho cancellato il suo commento andando contro il mio odio per la censura, ma l'ho fatto. Si fanno cose, si vede gente.
Tutto serve per lasciare che la vita sia in continua metamorfosi verso qualcosa di almeno appena apprezzabile.
Magari anche di più, ce ne fosse.
Mettiamola così, dato che chi ha conosciuto la mia parte peggiore la ricorda con malinconia, vi accontento subito, in fondo non sono altro che una puttana da palcoscenico:
Andate a fottervi nel culo tutto quanti e fatemi un bel pompino!
Contenti?
Io credo di si.
Di sicuro lo sarà chi mi conosce da tempo...

Parlate di libertà e poi non mi lasciate libero di fare quello che voglio a casa mia? Non è un commento cancellato che mi rende dittatore, fascista, bacchettone, moralista, negro, ebreo, comunista (tanto per sfumare in una citazione...)
Si predica bene, si razzola.
A volte bene (spesso, si spera...)
A volte male (raramente, stesse modalità...)
Nei LINK c'è Puzzolo, sul blog porta il suo essere volgare e tanto di cappello, mi diverto a leggerlo, è una sua scelta.
Ho aperto questo blog per provare qualcosa di diverso, dato che le volgarità mi riescono bene a monologhi e ne ho abusato nelle mille nonne abelarde musicali.
Concludo prendendo spunto da SHEMALE (lui si, che era un blogger con i controcazzi) per rinnovare il contentino che do ai nostalgici del vecchio Buitre (me compreso!):
Cari miei, andate a fare in culo!

Oh, questo post mi piace. Mi ero rotto di tutta questa poesia!

Buon Anno!

25 dicembre 2006

Credo

Credo nella natura, madre onnipotente, creatrice del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in Gesù Cristo, figlio degli uomini, generato da un padre e da una madre.

Non credo nella chiesa.

Credo in tante cose.

Buon Natale a tutti quelli che credono nella propria moralità, al di sopra di tutto.
Anzi, buon Natale a tutti.

23 dicembre 2006

Ugole d'oro



Riccioli d'oro. Salopette celeste. Un pavimento enormemente infinito da esplorare ogni giorno e diverso ogni volta che veniva osservato.

Un mangiadischi e un sacco di 45 giri con sigle, siglette, musiche e musichine.

E un fiato inesauribile, pronto a sostenere ore di note buttate lì per sentito dire.

Il mangiadischi. La salopette.

I riccioli d'oro.

Ricordi.

11 dicembre 2006

Sfumature



"Sulle punte!"
Così si sentiva ordinare ogni giorno, da svariati anni. Spalle dritte, braccia ben alzate, più grazia, sorridi.
E stai sulle punte.
Danza sulle punte, vivi sulle punte. Assapora ogni sorriso ed ogni lacrima sulle punte. E quella frase continua ad echeggiare nella sua mente da allora. Mille voci hanno fatto un'instancabile staffetta, per provare il sadico piacere di recitare quella litania del passato, fino a quando iniziò ad essere la sua voce, a recitarle quell'ordine durante tutto il giorno e quella preghiera, prima di addormentarsi.
"Sulle punte!"
Le sue punte la facevano volteggiare e, per mille vite, fu una piacevole cantilena, che si assopiva all'assordante e celestiale coro fatto di contrappunti ed armonie di mani che applaudivano.

Ma un giorno si piegarono sotto il peso del tempo e i talloni toccarono terra.
Si sentì quasi sollevata e soddisfatta, guardandosi indietro e vedendo quelle piccole e precise orme lasciate dalle sue punte, in ogni parte del mondo.
Finché la sua voce non le ordinò nuovamente quello che era ormai un vecchio ricordo.

"Sulle punte!"

E, sulle punte, volò via.


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