26 aprile 2007

Emilio...

Stamattina entro in conservatorio. Lo trovo strano. Mi sembra silenzioso, vuoto. Poche persone al loro posto e qualche allievo che si aggira silenzioso e topesco fra i corridoi.
Finito il mio dovere incontro GianMarco B.
Tornava dall'ultimo saluto ad Emilio Traverso, uno dei più importanti organisti e musicisti di Genova.
Domenica potrò salutarlo al concerto che avrebbe dovuto tenere lui a San Torpete in piazza San Giorgio.
Ora gli verrà dedicato.
Non ho saputo nulla in tempo per venirti a salutare, mio caro Emilio, ma domenica sarò lì, so che capiresti. Troppo spesso le notizie viaggiano lentamente e si perdono attraverso rigagnoli che deviano per selve oscure.
Ti ringrazio per tutti i tuoi preziosi ed impareggiabili insegnamenti.
Sarò visto come un matto, ma attraverso lo studio dell'interpretazione organistica e del canto gregoriano, ho saputo avvicinarmi di più all'anima della musica di Chopin, di Debussy... alla mia stessa produzione musicale.
Avrei voluto ringraziarti di più, avrei voluto salutarti ed applaudirti domenica e poter scambiare due battute con te, Maestro.
Ma la vita è anche questo.
Non voglio essere troppo triste, non credo che ti avrebbe fatto piacere.
Ma un saluto, da questo rovo di idiozie che è NonnAbelarda, voglio fartelo.
Ciao.
E grazie.




06 aprile 2007

Statica



Si alzò di scatto.

Fissando il vuoto davanti a se iniziò ad inspirare. Molto lentamente.

Troppo.

L'aria iniziò a perdersi nel suo corpo, riempiendo e svuotando stanze casualmente.

Gli occhi secchi. Le lacrime non erano più nemmeno un ricordo, così come ogni suo movimento.

Espirando, tornò a sedersi, spirando


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