02 ottobre 2008

Quel libro pasticciato...

S. era un bambino che sapeva stare bene da solo.
Certo gli piaceva la compagnia degli altri bambini e non aveva grossi problemi a rapportarsi con gli altri, ma la sua indole riflessiva e la sua capacità di vedere il mondo con colori diversi, gli permettevano di passare ore in casa, da solo con la sua mamma, senza annoiarsi mai. Sapeva divertirsi, sapeva giocare e sognare come il personaggio di una magica fiaba senza tempo.
Ma quando vedeva che la sua mamma tirava fuori il libro grosso e giallo dal quinto cassetto della credenza, le sue magiche giornate prendevano una piega ben diversa dal solito... L'andamento dei minuti assumeva un moto ondulatorio totalmente in balia dei profumi, dei colori, dei gusti. E della punta della sua penna preferita...
Il libro giallo della sua mamma era bellissimo! Non aveva una copertina, era come un enorme mattone di fogli, tenuti assieme per uno strano miracolo della natura, pieni di segnetti neri che solo la sua mamma sapeva decifrare e che per lui erano incomprensibili formule magiche. E, intorno a quelle formule magiche, vi erano infiniti spazi giallini di carta non scritta, su cui poter lasciare il proprio contributo. Levava il cappuccio alla sua penna preferita ed iniziava a creare strade infinite d'inchiostro blu che costeggiavano quelle misteriose parole che aiutavano la sua mamma a fare quelle magie...
Arrivava il momento dei grossi sacchi con dentro quelle sostanze bianche. Sapeva che una era buona, l'altra no. Una dolcissima, l'altra sapeva quasi di polvere, impastava la lingua; e non sapeva ancora distinguere quale dei due sacchi contenesse l'ingrediente buono.
Ma sapeva osservare.
Aveva capito che l'ingrediente buono, quello dolcissimo, veniva usato dalla mamma dopo l'altro.
Aspettava attento come un felino e, appena la sua mamma metteva il contenuto del secondo ingrediente su quello strano aggeggio di ferro che dondolava un po', finche non veniva sistemata la giusta quantità degli ingredienti sopra il suo piatto su cui ci si poteva specchiare, S. allungava una mano e ne rubava un pizzico, portandolo alla bocca ed assaporandone lentamente, per un tempo infinito che solo i bambini sanno creare, il suo sapore meravigliosamente dolce. Poi tornava a costeggiare le formule magiche del libro sulle strade che ancora dovevano essere create dalla sua penna, senza però distrarsi troppo dai gesti della sua mamma.
La osservava mentre, con una forza incredibile per lui, giocava con tutte quelle polveri, nelle quali infilava altre strane pozioni magiche, e che trasformava, poco alla volta, un gesto magico dopo l'altro, in un'unica nuova cosa, tutta gialla, quasi come il magico libro, e i profumi iniziavano piano piano ad avere la parte da protagonista nel susseguirsi degli attimi infiniti. Fremeva nell'attesa di sentire la voce della sua mamma che gli chiedesse: "S., vuoi aiutarmi?". Lui aspettava... aspettava... E, immancabilmente, la sua mamma strappava un po' di quella gigantesca cosa gialla e morbida, gliela porgeva e gli chiedeva: "S., vuoi aiutarmi?".
S. non aspettava altro! Impugnava quella roba gialla e, diligentemente, con un atteggiamente di religioso rispetto e profonda attenzione in ciò che faceva, iniziava a creare tante lunghe striscioline sottili sotili, come gli aveva insegnato la sua magica mamma che, nel frattempo, stendeva con formidabili e precisi pugni il resto dell'impasto in un piatto strano, rotondissimo ed enorme!
Le sue striscioline erano tutte pronte. Poteva tornare a creare strade che sapessero guidare la realtà nel mondo incantato che esisteva nel Grande Libro Giallo. La mamma ricopriva tutto l'impasto con della marmellata che S. non mancava mai di rubare, furtivo come un topolino, sporcandosi la punta di un dito e gustandola di nascosto. Poi era il turno delle sue meravigliose striscioline lunghe lunghe: la mamma le sollevava con una cura incredibile e le adagiava sulla marmellata, per non farla scappare! Si, perché, di lì a poco, sarebbe finita dritta dritta in forno. E a nessuno piacerebbe finire nel forno! Nemmeno alla marmellata!
Ancora oggi, da dietro la sua folta barba, S. apre il quinto cassetto della credenza, nella cucina della sua mamma, prende il Grande Libro Giallo e ripercorre quelle strade antiche e magiche che lo riportano in quel mondo dai colori diversi, più splendenti, più stupefacenti.
Magici.
E si lascia andare ad un piccolo peccato di gola gustandosi, in un ritrovato susseguirsi di infiniti attimi, una fetta della magica crostata della sua mamma.

3 Comments:

Anonymous enza said...

Sapori che restano impressi nel Corpo e nell'Anima...Momenti magici che ogni bambino dovrebbe poter gustare...Non ti nascondo che mi sono commossa.
Un saluto, enza

ottobre 02, 2008 11:58 AM  
Blogger MaEstro-Buitre said...

Ciao Enza... Concordo, ogni bambino... Sarebbe un mondo veramente bello.
Ps: ti confesso che sono così vecchiarello e sciocchino da essermi auto commosso mentre lo rileggevo prima di pubblicarlo... :)

ottobre 02, 2008 12:52 PM  
Blogger Arte said...

ciao Maestro!! Scusa il ritardo per Blog up, abbiamo avuto dei problemi con la tipografia, ma spero che riusciremo a rimediare presto :(

ti terrò senz'altro aggiornato!

ottobre 06, 2008 12:12 AM  

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