18 giugno 2006

NORVEGIA. Terzo Movimento -Fjærlandsfjord, adagio cantabile.


"Imbàrcati e torna a scivolare, sopra questo pronipote dei nostri imponenti e veloci velieri, sul mare che fu, un tempo, il tuo mare. Questo mare incessantemente calmo dal quale partisti e al quale ritorni, ora, dopo non una sola vita, ma tante, troppe vite che si perdono nel passato più sfumato e sconosciuto che nessun pensiero possa mai catturare"... Il vento che si alza con la corsa dell'imbarcazione e che si placa, improvvisamente, ogni volta che ci fermiamo nei vari porti, fra questi imponenti e meravigliosi fiordi, mi dà il definitivo ben tornato. Il più forte ed importante di tutti. Si, sono tornato e la gioia che sento non è gioia, lo stupore non è stupore, la serenità non è serenità. Ogni cosa è amplificata in una vertigine di sensazioni piacevolmente ingestibili.
I monti si tuffano dal cielo, con le loro cime, fino a toccare il mare in uno spettacolo di staticità e d'imponenza; le acque tranquille ripropongono la loro intera immagine dando l'impressione di mondo reale sopra e mondo parallelo sotto, ma senza l'angoscia di sapere quale dei due sia il migliore. I gabbiani si avvicinano danzando curiosi e sicuri nell'aria, il cielo è realmente immenso, realmente azzurro. La grandiosità della natura ti fa sentire piccolo ma, allo stesso tempo, ti accoglie facendoti sentire parte del suo tutto e della sua grandezza.
Bøyabreen. Il ghiacciaio.
Ormai è estate, ma il cuore del ghiacciaio resiste eternamente al caldo, e sopportare la sua vicinanza provando solo un lieve fresco primaverile aggiunge stupore allo stupore. Ancora fiordi... ancora il cuore che batte mentre gli occhi si riempiono di immaggini che resteranno dentro di noi come un'ombra quotidianamente presente e rassicurante. La Symphonie Fantastique sta per concludersi ma, come ogni capolavoro, verrà riascoltata, regalando, per sempre, vibrazioni armoniche e mai dissonanti. Sfumiamo fra le inesistenti onde di questo specchio d'acqua che si fatica a chiamare mare, per la sua calma non apparente imparata nella sua unica antichità, e attendiamo che la breve corona sulla pausa termini, per attaccare con l'ultimo movimento...

4 Comments:

Anonymous kaidoc said...

Viaggiare sull'acqua osservando la staticità della natura, con quell'imponente senso di sicurezza di qualcosa che non senti non ti abbandonerà mai. Come dire sono libera di andare ovunque, ma so che in qualsiasi momento io decida di tornare ti troverò qui ad aspettarmi. Un sogno.
Ciao, Maestro :)

giugno 19, 2006 10:14 PM  
Anonymous Artemisia said...

ah ecco, non ti trovavo più.
perchè nei tuoi commenti quando li firmi non c'è il tuo blog come homepage? dopo mi perdo sorry
^___^
ciao maestro!

giugno 21, 2006 12:12 AM  
Blogger MaEstro-Buitre said...

[kaidoc] parole sante. Queste mie un po' meno, ma poi mi si accusa di non essere conciso... ops, alla fine...

[artemisia] ho notato che, almeno nell'ultimo commento che ti ho lasciato, non compariva la casetta del mio blog... o l'ho scritto male, o problemi tecnici da pc... boh, quando tornerò lo scopriremo... a volte quest'aggeggio infernale capita ancora che decida di testa sua, lasciandomi... come dire... con un certo "languorino" e un fastidioso prurito alle mani... comunque, capitasse di nuovo, ricordati la strada alternativa di stanotte... si sa mai...
ciao!

giugno 21, 2006 1:41 AM  
Blogger CyranA said...

devi proprio averci passato tante vite...:-)
ci sono persone che sanno fotografare, altre descrivere con le parole luoghi mai visitati, al punto che ti pare di esserci stato...:-)

luglio 11, 2006 11:43 AM  

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