09 aprile 2008

C'è musica e musica...

(Post lungo. Rimarrà qui per un po' dandovi il tempo di buttarlo giù con brevi sorsate in comode rate...)

Gianna Nannini, che considero una persona con una buona cultura, nonostante il personaggio che indossa pubblicamente, durante l'ultima puntata di "Che Tempo Che Fa!" ha dichiarato che Giò Di Tonno e Lola Ponce cantano L'OPERA LIRICA CONTEMPORANEA!!!! Ma stiamo scherzando?!?

E' risaputo che la musica cosiddetta "colta" sia sempre stata un'arte per pochi fin dalla notte (o note...wahahah!) dei tempi, io sono consapevole di questo e non mi sta stretta questa posizione, anzi!

Non provo nessuna invidia per chi faccia musica aproblematica d'intrattenimento e riempie gli stadi, sono campi diversi, situazioni diverse, da sempre esistono menestrelli e saltimbanco che vengono ascoltati con piacere e divertimento dalla maggioranza del popolo, si sono solo evoluti col tempo e rafforzati grazie ai media ed al grosso giro di affari che creano, essendo destinati al maggior numero di pubblico è un'inevitabile nonché logica conseguenza e anche questo non mi dispiace e non mi infastidisce minimamente, campi diversi, ripeto.

Ma non è assolutamente giusto che si alimenti l'ignoranza delle persone dicendo cose così azzardate in prima serata!

Di solito nell'ambiente ci si lamenta sempre di questa ignoranza ma non si fa quasi mai niente per porre rimedio al di fuori delle mura di corte.

Ebbene, io ci voglio provare, correggendo la minchiata detta da Gianna Nannini e spiegando che una cosa è l'opera lirica, per altro morta e sepolta (compositivamente parlando) nella prima metà del secolo scorso, un'altra (seppure della stessa famiglia) sono il teatro musicale e quindi l'opera contemporanea scritta da compositori che fanno parte di una scuola e di un mondo musicale diverso (vedi il maestro Manzoni, il maestro Galante, ancora viventi, il maestro Luciano Berio scomparso pochi anni fa' e un'infinità di altri maestri più o meno bravi...) mentre tutta un'altra cosa, seppur a volte artisticamente di alto livello, sono la musica leggera, il musical e quella che Cocciante ha ribattezzato Opera Popolare che rimane né più né meno che un musical (anche Jesus Christ Superstar è interamente suonato e cantato dall'inizio alla fine, ma sempre musical è, perché vergognarsi della propria identità dandosi un'etichetta fasulla e inadatta?!?). Il fatto che richiamino più pubblico (in parte vero in parte no...) non dà il diritto di confondere le acque e mischiare le diverse cose.

Faccio presente che provo grandissima stima e grande affetto per Gianna Nannini, mi piacciono le sue canzoni e non vuole essere questo un attacco né a lei, né ai musicisti pop, rock e quant'altro da parte di un ottuso e impolverato bacchettone ma la semplice volontà di muovere qualche passo che possa, anziché dividere ulteriormente, unire i diversi mondi musicali attraverso la chiarezza di idee e la conoscenza reciproca, facendo chiarezza anche per il pubblico.

Anche Giovanni Allevi non può essere considerato un compositore contemporaneo che proponga opere d'arte particolarmente interessanti; Allevi propone semplice musica che fa parte dell'enorme mondo del già sentito, della musica "da film" (o da spot...), della musica aproblematica di cui sopra, quella che si muove fra note, ritmi e armonie consuete che non spaventano l'ascoltatore, che non lo obbligano ad un momento analitico un po' più profondo e quindi si riescono ad ascoltare senza troppi problemi ma lasciano il tempo che trovano diventando, dopo pochi ascolti, musica da sottofondo.

Insomma, un artista dovrebbe cercare soluzioni espressive sempre nuove, avere qualcosa da dire a pochi o tanti che siano i mortali che gli concedano la loro attenzione. Ridire, ribadire, ripercorrere, fingere che non ci sia mai stato nulla prima o, forse ancora peggio, non saperlo, non è la strada che percorre un vero artista ma un semplice intrattenitore. E ripeto, ben vengano anche loro, piacciono anche a me ma, per favore, cerchiamo di non fare confusione!

Mi fa molto sorridere quando vedo certi artisti rock che si illuminano parlando di ricerca, di innovazioni, di strade percorse, di proposte nuove, senza sapere che nel mondo della musica colta (non mi piace tanto chiamarla così ma contemporanea rischia di essere frainteso e classica non c'entra una mimmola!) nella musica colta, dicevo, è sicuramente già stato fatto! Edgard Verèse ha scritto nei primi anni del secolo scorso un brano per 13 percussioni diverse (non una sola nota!!!) che si intitola Ionisation (cercàtelo e sentìtelo!). Dopo il 1850 le tonalità a cui siamo abituati e delle quali fa largo uso la musica leggera, nella musica dei grandi maestri veniva stravolta, combattuta, fuggita! Prima del 1700 non esisteva nemmeno e le musiche eseguite così come erano state concepite sono molto più particolari e spiazzanti delle strane sequenze di accordi della musica grunge o di certe dissonanze rock! I minimalisti americani scrivevano pezzi ipnotici altro che le cose finto-post-psichedeliche che fanno adesso certi giovani mùsici del mondo leggero...

Il discorso andrebbe approfondito e sarebbe infinitamente lungo e tedioso per i più, perciò concludo: liberi tutti di fare ciò che si vuole! Ma l'ignoranza, intesa come il non conoscere a fondo il mondo nel quale ci si vuole muovere, rovina ogni sforzo.

E crea inevitabili dissapori, incomprensioni, rotture e una confusione che danneggia tutti.

Per favore, almeno per chi bazzica nel mondo della musica: BASTA CON LE MINCHIATE!

Saluto!

12 Comments:

Anonymous Lario3 said...

Viva la musica :-D

Grazie mille per il commento, quel tizio del video è Fulvio Abbate... creatore di Teledurruti :-D
CIAO!!!

aprile 09, 2008 2:56 PM  
Anonymous Anonimo said...

Pienamente in linea su tutto tranne che su Allevi.
La facilità nella sua musica non la vedo proprio.
Sono diplomato in pianoforte, ho lo spartito di Joy e ti assicuro che non bastano i miei 10 anni di studio per eseguire bene "Jazzmatic" o "New Renaissance".
La "Musica colta" non può essere identificata in base alla difficoltà o semplicità di ascolto, perchè così "Per Elisa" di Beethoven dovrebbe essere considerata una canzoncina pop a tutti gli effetti.
La Musica colta si riferisce ad una tradizione SCRITTA, cioè ad un linguaggio che per essere compreso e codificato necessita di competenza accademica ed anni di studio. Tutto il resto è tradizione orale, popolare, che può facilmente essere trasmesso e riprodotto da appassionati "dilettanti".
Non credo proprio che senza una partitura scritta e senza aver acquisito le competenze strumentali necessarie, sia possibile eseguire un brano di Allevi.
Ciò fa di lui un compositore colto, indipendentemente dall'impressionante seguito di pubblico che lo circonda, così come in passato è accaduto a Liszt o Paganini.
Che poi oggi dei cantanti pop, per darsi un tono, si fingano improvvisamente colti, è davvero triste, ma non facciamo di ogni erba un fascio, e ricordiamo che Allevi è diplomato in Pianoforte e Composizione.

Davide

aprile 09, 2008 3:53 PM  
Anonymous maestrobuitre said...

So che � diplomato, e non voglio certo mettere in dubbio le qualit� tecniche della sua opera, il problema � che definirlo addirittura il Mozart del 2000 (non tu, bada bene, la critica ed i volantini pubblicitari...) crea nella massa quella confusione di cui parlavo.
Di certo � meno noioso di Einaudi, questo � sicuro!

aprile 09, 2008 4:34 PM  
Anonymous maestrobuitre said...

Ps: Per Elisa fa parte di quella produzione "di consumo" un po' come levarie "sonatine" che andavano tanto in voga all'epoca... Facili, per far strimpellare i nobili appassionati...

aprile 09, 2008 4:37 PM  
Anonymous Anonimo said...

Siamo sempre lì. Se voglio suonare "Pe Elisa" e non fermarmi alle prime cinque note solo con la mano destra, devo necessariamente studiare diversi anni di pianoforte ed imparare a leggere la musica, devo cioè diventare "colto", mentre se voglio accompagnarmi alla chitarra una canzone di Battisti attorno ad un falò sulla spiaggia basta qualche mese.
Dire che Allevi è il Mozart dei nostri giorni non è del tutto sbagliato, perchè probabilmente, se Mozart fosse esistito oggi, avrebbe scritto la musica di Allevi, mentre è molto più grave confondere Allevi con un qualsiasi cantante pop riferendosi soltanto ai numeri: ciò significa annientare l'importanza dello studio accademico, e così, non solo il suo ma anche il mio.
Allevi non crea nessuna confusione, anzi, la sua musica è talmente forte e diretta da possedere un chè di indiscutibile, al confronto con il vasto sottobosco di pseudo compositori ed improvvisatori di musiche per film e artisti della contaminazione, che il pubblica ha imparato bene a distinguere.
PIUTTOSTO...approfondirei il problema sollevato dal tuo post, ossia dell'uscita di scena del Melodramma, dell'immenso vuoto lasciato, che dà campo libero alla penosa esperienza del Musical, in cui famosi cantanti pop fanno a gara per riciclarsi.

Davide

aprile 09, 2008 4:56 PM  
Anonymous Anonimo said...

Non posso certo mettermi a discutere con te, in questo campo. Solo una domanda: come consideri gente come Frank Zappa (discepolo di Varese), Grateful Dead, Allman Brothers Band, Jefferson Airplane, Yes, Led Zeppelin? Non sono forse grandi musicisti? Un bacio.
anneheche

aprile 09, 2008 5:34 PM  
Anonymous maestrobuitre said...

Attenzione, Anne, il punto non è quello! I musicisti che hai citato tu hanno realmente CREATO qualcosa di nuovo, nel loro genere, senza spararsi le pose (come direbbero a Napoli) e ben consci dell'esistenza di tutto un passato storico che li ha inevitabilmente formati in maniera anche atavica. Hai detto bene: Frank Zappa conosceva ed adprava Varèse! Oggi credo che i menestrelli che ci propina la radio a fatica sappiano realmente bene chi siano i Beaatles, figurarsi i grandi maestri da cui partire per poter creare qualcosa che rimanga... Led Zeppelin, Pink Floyd, Zappa, Lennon... Vecchi, alcuni morti...eppure la loro musica rimane al pari di quella di Beethoven o di Brahms! Gli altri, dopo qualche passata in radio, spariscono... Ebbene, sono quelli i non-artisti ma semplici prodotti per il mercato!
Scusa se sono stato un po' confusionario o precipitoso, ma devo scappare dai miei allievi (il mercoledì mi tocca 19.30-21.00...orario infame)..
Per questo motivo, caro Davide, ti risponderò con più calma domattina appena arrivo in studio...
Sarà una bella chiacchierata...o "tastierata"...

Non rileggo il commento, pubblico, scappo e saluto!
Buona serata e a domani!

aprile 09, 2008 7:05 PM  
Anonymous Anonimo said...

Sono sempre Davide.
Tra tutti il mio preferito è Zappa, che ha voluto creare una contaminazione tra il mondo colto della classica e il Rock, portandosi dietro uno strascico di critiche che ancora non si esaurisce.
Tutti i musicisti citati hanno creato qualcosa di nuovo a partire dal passato che li hanno preceduti.
Anche Allevi, con la differenza che questo sorprendente giovane compositore non utilizza la contaminazione tra i generi, ma crea il nuovo contemporaneo (Jazzmatic, New Renaissance, Viaggio in aereo, L'Orologio degli dei) attraverso la purezza di un pianoforte solo.
Vi ringrazio per l'attenzione rivolta alle mie parole, ma se questo luogo vuole diventare il terreno per un dibattito sulla musica di Allevi, preferisco tirarmene fuori.
Saluti a tutti!

Davide

aprile 09, 2008 7:36 PM  
Anonymous maestrobuitre said...

O, non ti preoccupare! Anzi, un po' mi pento di averlo citato perché effettivamente esula un po' dal senso del mio post, effettivamente...
Un'ultima cosa soltanto: piuttosto che Mozart del 2000 non troverei da ridire se lo avessero ribattezzato il Liszt del 2000! Sarebbe stato più preciso... Un artista che punta la sua produzione pianistica sul puro virtuosismo e su doti tecniche invidiabili senza per questo venire meno ad una certa piacevolezza armonico-melodica. Avrei detto Chopin, dato che la sua produzione è realmente solo pianistica (Chopin ha scritto cinque o sei lavori che vedono protagonisti il violoncello o l'orchestra, ma non sono per niente interessanti, rispetto all'innovazione che ha saputo proporre con i pezzi per pianoforte...) Ma il suo temperamento, come dire... "concertistico" e musicale si avvicinano molto di più all'altro maestro. Forse se avessero detto "Il Liszt del 2000" la massa non avrebbe capito un piffero!... Mettiamola così: ho attaccato eccessivamente Allevi per colpa delle incoerenze e delle visioni distorte che vengono create da ciò che gli (e ci) gira in torno (critica, pubblicità, parole dette a sproposito...) quando avrei potuto citare Einaudi che trovo RELMENTE banale e PROFONDAMENTE noioso!!! Mi auguro che su questo tu sia d'accordo, perché è indifendibile! Su Allevi invece diciamo che per buona parte mi hai convinto, ci sono alcuni parallelismi ed esempi che hai fatto che andrebbero un pochino raddrizzati o su cui dire qualcosa di più, ma non mi sembra proprio il caso, hai ragione nel dire che si possa chiudere qui il discorso sul povero Allevi che, in fondo, non fa male a nessuno.
Altrimenti il vero problema sul quale hai chiaramente dichiarato di essere perfettamente d'accorto (come non esserlo, dato che mi sei parso una persona intelligente e brillante) finisce col passare in secondo piano e non è giusto!!!
Ps: ho scritto a Fabo Fazio chiedendogli di rettificare la dichiarazione di Gianna Nannini nella puntata di sabato... Sono curioso di vedere se prenderà in considerazione la cosa! L'ho detto anche qui, tutti si lamentano e nessuno fa! Io ci ho praovato, almeno un passo alla volta chissà che non si riesca a spostare almeno anche solo una piccola nuvoletta per rivedere un lieve raggio di sole!

Un caro saluto, Davide, e torna ospite quando vuoi, è piacevole scambiarsi opinioni con chi legge veramente quello che si scrive senza la richiesta di essere linkati, saluti bislacchi o spam...

aprile 10, 2008 9:22 AM  
Anonymous maestrobuitre said...

...mi scuso per la sintassi un po' sminchiata! Sono ancora mezzo a letto, mi sa!

aprile 10, 2008 9:26 AM  
Anonymous Anonimo said...

Grazie per la risposta!
anneheche

aprile 10, 2008 8:34 PM  
Anonymous ombrellina said...

da figlia di musicista sottoscrivo ogni parola

aprile 15, 2008 5:59 PM  

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