25 settembre 2012

L'Arte

L'arte è vettore di pensiero. E' necessario, per chi accoglie il gesto artistico (che sia suono, colore, segno, scultura, movimento, parola...), essere predisposto all'accoglienza, cioè ripulirsi da aspettative e pregiudizii e lasciarsi libero di "accogliere" il gesto. Il messaggio arriva da sé, lampante o criptico, che si faccia accorgere di essere entrato in sintonia con la nostra percezione o che rimanga silenzioso e latente appena sotto la nostra pelle.
Attraverso l'arte, da sempre, uomini saggi, colti, o con qualcosa da dire hanno potuto esprimersi e "comunicare" tra loro e con chi avesse la capacità e il privilegio mentale di fermarsi un attimo ad "accogliere".
Il male dei nostri tempi è che l'Arte è stata declassata esclusivamente a mero intrattenimento, dove anche una semplice canzone, che un tempo sarebbe rientrata a pieno diritto nell'identikit di "Arte", non esprime altro che la voglia di essere il primo e di fare soldi. Di vivere "alla grande", e non di "partecipare" e "condividere", di esprimere realmente un disagio o un messaggio di bellezza e proporlo ai propri simili e a chi più possibile, nel tempo. Tanti ne sono convinti, ma sono semplici pupazzi di un meccanismo di plastica più grande di loro, di una enorme macchina da soldi.
Così come un film, che si giudica a "incassi al botteghino", dove ormai è più importante l'effetto speciale spettacolare o il 3D pazzesco e mirabolante che non la cura del dettaglio nelle inquadrature, nelle luci, nei suoni e silenzi, nella scelta degli attori e nella loro forza.
La nascita della borghesia in tempi ormai andati che si atteggiava da nobile assistendo a esibizioni artistiche (che fossero suono, colore, segno, scultura, movimento, parola...)  hanno contribuito alla ghettizzazione dell'Arte. Per non sentirsi fuori luogo, ignoranti, non all'altezza, i borghesi o i "nobili popolani" boicottavano e deridevano ciò che non capivano (Quando la gente non capisce più, ride - Emile Zola) lasciando così che alcuni potenti che da sempre hanno tentato di boicottare e zittire il pensiero dei saggi (o semplicemente dell'uomo) avessero degli inconsapevoli alleati, troppo numerosi da poter fermare.
I media, la pubblicità, i soldi, la superficialità, i potenti delle tv hanno fatto il resto ed eccoci infine arrivati:
Signore e Signori ecco a Voi il MedioEvoElettrico: il terzo millennio!
Io butto granelli negli ingranaggi, perché il Mondo non si può cambiare, ma fra i pochissimi che avranno letto queste righe forse qualcuno proverà a soffermarsi un po' di più su certi aspetti, forse ci penserà il tempo del post e di un caffè, forse non sarà d'accordo (peccato), ma il mio granello nel meccanismo l'avrò comunque infilato, sentendo, al momento di cliccare su "PUBBLICA", di avere fatto la mia parte anche oggi.
Commentate pure, tanto leggerete in quattro se va di lusso, ma prima di sparare superficialità sull'importanza dell'intrattenimento, sul fatto che l'uomo abbia bisogno di svago senza pensieri, soprattutto in tempi duri come i nostri, che l'arte (e qui scrivo minuscolo) deve essere alla portata di tutti (le canzoni popolari, nelle quali si cantavano favole, o vita vera, o atti di eroismo erano alla portata di tutti, ma non erano forse anche loro, nella semplicità del linguaggio artistico usato, un vettore di pensiero? Così vi ho dato un aiutino...) ecco, per favore, ripensateci meglio. Per il resto liberi di fare quel che volete.

4 Comments:

Anonymous Univers said...

Discorso spigoloso ma interessante che merita di essere ripreso e approfondito... aggiungerei che l'arte è stata messa in coma dalla mercificazione post-moderna della storia umana. Ossequi.

settembre 25, 2012 8:22 PM  
Blogger Isolaazzurra said...

La definizione di MedioEvoElettrico è alquanto veritiera. Ho conosciuto una ragazza qualche giorno fa che studia arte. Si parlava di esami, e manco riusciva a ricordare da dove si parte per arte contemporanea (ossia da David) e si lamentava che arte moderna è un esame talmente grosso che qua è diviso in tre parti! Ammazza, allora sono stata un genio che l'ho portato in un'unica sessione con corso monografico che partiva dal medioevo (per problemi di quell'anno), tutta la storia dell'arte fino a David, una quarantina di autori di cui conoscere le opere (e ti mettevano davanti spesso un frammento) e, per gradire, un seminario di semiologia. Ora, io non mi ritengo un genio, so che a Pisa ci facevano dei culi così per qualsiasi esame... vero anche che al liceo studiavo ben poco, ma mi pare che la situazione scuole non è migliorata affatto e se non si parte anche da lì la vedo dura, altro che granelli ci vorrebbero! E ti dirò, pur facendo la nostra parte, non si sa a quali risultati si arriva: mio figlio a due anni adorava Mozart, ora vuole fare il DJ! Ora, non che mi aspettassi che facesse il conservatorio (a proposito, componeva in prima media alla tastiera), ma che ogni tanto ascoltasse almeno De Andrè ;-)

settembre 25, 2012 9:57 PM  
Blogger MaEstro-Buitre said...

Credo che anche facendo il Dj, se con passione e onestà, si possa fare arte. Il problema è che anche lì un tempo c'erano il divertimento, il gioco, la voglia di condividere. Ora di mettersi catenazze dorate al collo e appoggiare bicchieri di "coca" (quale?...) e rhum tra un paio di tette sode di proprietà di facili ragazze che seguono pure loro il lusso e la lussuria.... Che non disprezzo in sé (lusso e lussuria, intendo) ma: eccheddiamine!!!
Ciao!

E ciao Univers, e si, ripreso e approfondito, ma è già delicato e difficile farlo di persona, potendo discutere e parlare, per iscritto su un blog e tra commenti... è ardua. Ogni tanto ci provo, ma dovrei sedermi davanti al pc per una settimana di fila e non fare altro. Sempre che almeno un interlocutore ci sia. Ovvio.
Ciao!!!

settembre 26, 2012 9:54 AM  
Blogger Isolaazzurra said...

In effetti per ora il fanciullo è assolutamente pulito, si diverte, e lo fa perché gli piace. E se continua così, hai ragione, fa anche lui arte. Poi, se potrà permettersi lusso e lussuria buon per lui, ma il termine lussuria non implica certo andare per donne di facili costumi o poco affidabili. Si può essere brave ragazze, ma essere dentro.... vale anche il contrario, sembrare bravi ragazzi, ma essere dentro.... è che agli uomini non viene in automatico sta cosa, o mi sbaglio?

Ciao!

settembre 27, 2012 11:31 PM  

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