08 gennaio 2007

Grande!

C'è in giro un nuovo fenomeno da Blog: Mariagrazia81.
Di una volgarità e di una pochezza intellettuale al limite dell'umana pietà.
Secondo me è un vero e proprio fenomeno del momento... Quasi nessuno, che abbia "casa" su Splinder, è riuscito a salvarsi dai suoi commenti che invitano a masturbarsi sul suo blog o che, più telegraficamente, propongono un suo luminoso: "GRANDE!", che è un'esplosione di entusiasmo.
Ho il sospetto che si tratti di un fake, altrimenti è una pazza decerebrata incapace di attirare l'attenzione anche del più ritardato degli onanisti...
Volgare. Tanto.
E non perché scrive cazzo scopare culo seghe e chipiùnehapiùnemetta!!!, ma perché le sue parole sono sconclusionate e vuote.
La stupenda
Moon, ad esempio, racconta storie di sbandati, di scopate giovanili, di droga, di solitudine, ma con una capacità di rendere l'atmosfera giusta e vertiginosa che ti catapulta in un mondo lontano, sconosciuto, come fosse una quotidianità naturale ad ognuno di noi.
Oppure c'è il sofisticato erotismo, non poco spinto, di
GiselleB, la quale ci regale addirittura momenti di narcisismo estremo, postando foto del suo corpo nudo, cercando approvazione in maniera delicatamente infantile. Lei scrive post molto per adulti, ma con parole pesate, scelte, anch'ella alla ricerca di una giusta atmosfera.
Ci sono poi esempi decisamente più
letterari, dove le vicende si trascinano avanti per molti post, con intrighi, cattiverie, debolezze umane ed un erotismo che spesso passa inosservato, raccontato con la giusta naturalezza che bisognerebbe sempre dedicare al sesso.
O la meravigliosa volgarità, per niente gratuita, del mitico
Puzzolo, che sa essere volgare in modo estremo, ma con la giusta dose di filosofia, di sarcasmo ed ironia.
E ci sono mille altri esempi, ma non posso dilungarmi in un certosino lavoro di "critica e link"!
Insomma, la pornografia è da sempre molto meno interessante dell'erotismo, e sfido chiunque a darmi torto. Però un bel pornazzo può essere un momento di svago, di divertimento, di sfogo.
I post di Mariagrazia81, invece, sono il nulla. Sembrano scritti da un bambino di tre anni che invece di dire mamma e papà, come prime parole, dice culo e scopare.
Ma.
C'è un ma... come qualche interessante blogger di mia conoscenza (i colpevoli sanno di chi sto parlando), anche il sottoscritto cede alla tentazione di scoprire fino a dove la pochezza della Blogger, Fake, Pornodiva, Disarmante (...ecceteraincompagnia!) Mariagrazia81 riesca a spingersi. Nonostante la sua volgarità a trecentosessantagradi, mi scappa di farci un salto e stupirmi di tanto vuoto, un vuoto che, però, ti risucchia, fa parlare di se. Meriterebbe il più violento dei castighi: non essere considerata e finirla con le sue sciocche e disgustose diapositive di parole appallottolate a caso, ma come ogni fenomeno, se ne parla, dandogli più importanza di quella che merita. Chissà dove e come andrà a finire. Se ci svelerà la sua vera identità, se sparirà improvvisamente così come è comparsa, se maturerà, migliorando la capacità e la volontà di ricercare parole che diano un effetto differente ai suoi post, magari senza scalfirne troppo l'identità, o se riuscirà a sopravvivere ugualmente per millenni, sul Web, senza cambiare una virgola.
Chissà.
L'ultima ipotesi è agghiacciante, ma quando mai, gli insulsi comportamenti della massa, non lo sono?
E quando mai, gli insulsi comportamenti dell'individuo, non lo sono?




06 gennaio 2007

La Befana


La Befana è una strega mancata.


Una donnaccia sporca e schiva che si aggira per le case dei bambini nella loro notte più triste di tutto l'anno, quando l'anno non ha ancora fatto in tempo ad iniziare, quasi come a voler mettere subito le cose in chiaro.

L'ultima notte delle feste natalizie.

Lei, in questa notte, decide di uscire dalla sua grotta nascosta chissà dove, affamata, arsa dalla solitudine eterna da cui è afflitta. Si intrufola nelle case dei bimbi addormentati e li osserva dormire, invidiandoli. Poi si mangia un pezzo di panettone annaffiato da un bicchiere di vino rosso, ne trova sempre. In mancanza d'altro, ci sarebbero i bambini...

Ma non sa essere strega fino in fondo; non sa (non vuole) accettare questa sua natura di cavalcatrice di scopa dal naso adunco e vestita di stracci.
Vuole addolcire ai pargoli la fine delle feste e gli lascia in dono un sacco di dolci.

Così gli vengono le carie, il mal di pancia, diventano grassi e ancora più viziati e prepotenti (eh, si, anche se sono stati cattivi, pure il carbone, ormai, è dolce).

Forse la Befana non è poi tanto mancata, come strega.

Forse è la più scaltra di tutte.

...

Andatevi a sbirciare
Caffè Letterario C'è una mia metafora sui pensieri, oltre a brevi racconti di altri giocolieri della parola...

03 gennaio 2007

La Natura Umana



La ricerca del "pace e gioia" è un errore.
L'uomo necessita di avventure, di discussioni, di mettersi continuamente alla prova, di lottare in qualche modo.
Gli ultimi miei scritti stavano scivolando nel cassetto, per altro enorme e straripante, di belle parole scritte per un attimo di attenzione. Un soffio.
Sapevo che venivano distrattamente sbirciate da un certo numero di visitatori e commentate da pochi passanti, ma niente di più. Miniature ormai sempre più per me che per gli altri...
Una sorta di masturbazione poco interessante anche per il diretto interessato.
C'è voluta una doppia provocazione... (grazie, indispensabile Bilbo)
Un gesto semi-nascosto ha acceso la miccia.
Potevo tacere la mia censura, ma così facendo non sarebbe nata una discussione che, parafrasando Anonimo, "ha portato da qualche parte". Molti passanti si sono sentiti invogliati a proporre le loro idee, cosa meravigliosa, nel bene e nel male; per un attimo Nonnabelarda
si è trasformata in un campo giochi pieno di vita. Un insieme di idee ed opinioni molto più sentite e partecipi rispetto ai (parafrasando @llerta) consolidati commenti di "bellomipiacecomeseibravo" che, per carità, non nego che siano piacevolmente dissetanti per l'ego di un artista, ma a lungo andare bere sempre e solo dalla stessa bottiglia, può far perdere la giusta prospettiva.
Ributtarmi nella mischia mi ha fatto anche scoprire, con piacere, che una certa persona è sparita come "fornaio" di blog, ma non come lettore, ed è bello sapere che saltuariamente faccia silenziosamente capolino da queste parti...
Credo che tornerò a fare il fauno sognatore, schivo e leggero, ma dopo avere riassaggiato il sapore del "sangue" ed il peso della spada, tornerò sempre più spesso sul campo di battaglia.
Grazie a tutti.

30 dicembre 2006

Ritorno alle origini

Post che generano Commenti.
Commenti che generano Post.
Beh, @llerta, non ricordi la querelle su Busi? E i commenti ai post di Novembre?
Non mi sembra di essermi tirato indietro. Tantomeno mi trastullo nell'approvazione collaudata. Nei commenti al post precedente Anonimo dice: "Il mondo è uguale ovunque, questo blog non fa eccezione, c'è uno che dice cose ed altri lo ossequiano. Di certo così non si fa molta strada. La critica porta verso la verità, l'accondiscendenza è la morte del pensiero"...
Vero, ma la strada preferisco farla nella vita reale. Dove vuole che possa portare, un insulso blog? Non faccio cronaca, non parlo di argomenti di pubblico interesse, butto lì qualche idea, cerco di creare un castello di carta con le parole e lascio che vengano lette, avendone la possibilità. Le critiche? Ben vengano, ma il commento di Bilbo mi ha infastidito.
Non sono un Dio, non sono un essere superiore, sono un essere umano soggetto ad errori. Si sbaglia, non si ha voglia, si agisce di fretta. Ho cancellato il suo commento andando contro il mio odio per la censura, ma l'ho fatto. Si fanno cose, si vede gente.
Tutto serve per lasciare che la vita sia in continua metamorfosi verso qualcosa di almeno appena apprezzabile.
Magari anche di più, ce ne fosse.
Mettiamola così, dato che chi ha conosciuto la mia parte peggiore la ricorda con malinconia, vi accontento subito, in fondo non sono altro che una puttana da palcoscenico:
Andate a fottervi nel culo tutto quanti e fatemi un bel pompino!
Contenti?
Io credo di si.
Di sicuro lo sarà chi mi conosce da tempo...

Parlate di libertà e poi non mi lasciate libero di fare quello che voglio a casa mia? Non è un commento cancellato che mi rende dittatore, fascista, bacchettone, moralista, negro, ebreo, comunista (tanto per sfumare in una citazione...)
Si predica bene, si razzola.
A volte bene (spesso, si spera...)
A volte male (raramente, stesse modalità...)
Nei LINK c'è Puzzolo, sul blog porta il suo essere volgare e tanto di cappello, mi diverto a leggerlo, è una sua scelta.
Ho aperto questo blog per provare qualcosa di diverso, dato che le volgarità mi riescono bene a monologhi e ne ho abusato nelle mille nonne abelarde musicali.
Concludo prendendo spunto da SHEMALE (lui si, che era un blogger con i controcazzi) per rinnovare il contentino che do ai nostalgici del vecchio Buitre (me compreso!):
Cari miei, andate a fare in culo!

Oh, questo post mi piace. Mi ero rotto di tutta questa poesia!

Buon Anno!

25 dicembre 2006

Credo

Credo nella natura, madre onnipotente, creatrice del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in Gesù Cristo, figlio degli uomini, generato da un padre e da una madre.

Non credo nella chiesa.

Credo in tante cose.

Buon Natale a tutti quelli che credono nella propria moralità, al di sopra di tutto.
Anzi, buon Natale a tutti.

23 dicembre 2006

Ugole d'oro



Riccioli d'oro. Salopette celeste. Un pavimento enormemente infinito da esplorare ogni giorno e diverso ogni volta che veniva osservato.

Un mangiadischi e un sacco di 45 giri con sigle, siglette, musiche e musichine.

E un fiato inesauribile, pronto a sostenere ore di note buttate lì per sentito dire.

Il mangiadischi. La salopette.

I riccioli d'oro.

Ricordi.

11 dicembre 2006

Sfumature



"Sulle punte!"
Così si sentiva ordinare ogni giorno, da svariati anni. Spalle dritte, braccia ben alzate, più grazia, sorridi.
E stai sulle punte.
Danza sulle punte, vivi sulle punte. Assapora ogni sorriso ed ogni lacrima sulle punte. E quella frase continua ad echeggiare nella sua mente da allora. Mille voci hanno fatto un'instancabile staffetta, per provare il sadico piacere di recitare quella litania del passato, fino a quando iniziò ad essere la sua voce, a recitarle quell'ordine durante tutto il giorno e quella preghiera, prima di addormentarsi.
"Sulle punte!"
Le sue punte la facevano volteggiare e, per mille vite, fu una piacevole cantilena, che si assopiva all'assordante e celestiale coro fatto di contrappunti ed armonie di mani che applaudivano.

Ma un giorno si piegarono sotto il peso del tempo e i talloni toccarono terra.
Si sentì quasi sollevata e soddisfatta, guardandosi indietro e vedendo quelle piccole e precise orme lasciate dalle sue punte, in ogni parte del mondo.
Finché la sua voce non le ordinò nuovamente quello che era ormai un vecchio ricordo.

"Sulle punte!"

E, sulle punte, volò via.