
Scivolò fuori dalla finestra come un serpente albino, senza un rumore, senza lasciare traccia del suo passaggio. Forse nanche nel suo cuore e nei suoi ricordi.
Al suo risveglio la memoria non avrebbe scosso i suoi sensi, facendo ridestare le sensazioni di quella giornata che, una volta trascorsa, si era tuffata nella passionale Sera svenendo, sfinita, fra le braccia della Notte. Non ci sarebbe stato nulla che ricordasse di aver vissuto, quel giorno.
Scivolò fuori dalla finestra come un serpente albino cadendo, lieve e senza tonfi, sul terreno soffice. A guardare ora, da quella finestra, si sarebbe vista solo l'Oscurità inghiottire famelica ed ingorda tutto ciò che il giorno, con la sua abbagliante luce, si vanta di regalare alla vista.
Davanti a sé l'infinito, il tempo pareva dilatarsi e restringersi a suo piacimento, come se il domani fosse già passato, come se il domani fosse infinito, come se non ci fosse un Domani. Né un Adesso. Appagata ogni sua bramosia, strisciò via da quella casa come un'anaconda sazia, senza guardarsi indietro, muovendo ogni suo passo, sul terreno morbido, come se tutto fosse ovattato ed inquietante. Ma era felice, si sentiva forte, sentiva la solitudine, la stanchezza, si sentiva triste...
Quella notte non sarebbe mai finita.
Scivolò ancora, fra le grate, le siepi, il buio. Di colpo finì tutto e si ritrovò su una spiaggia. Si avvicinò al mare, si sedette a guardarlo.
E sospirò.




