28 febbraio 2010

Epoesia

Esaltate espirazioni  
esasperano 
estasiate 
esperienze estive 
espiando 
esili esitazioni

10 febbraio 2010

Sempre


Gitani spuntano all'udito altrui
suoni mai stanchi
mistero
spasmodico di inoperose mani
se d'obbligo.
Spinte frasi di finzione
scivolano sull'epidermide
sconosciuta
e dei suoi averi avida.
Poi ritornano attratti
da luci sciocche
e
abbacinanti per chi
solo
ha fatto di benda compagna
di
vita non vissuta in contorto contraddirsi.
Rasputin aleggia al pari di Stravinsky
non essendo stato invano
il vento gelido smorzatore.
Emozione.


25 gennaio 2010

Ancora






Nevica a Genova.
Terremoti in tutto il mondo.
Inondazioni puranco.
Brunetta.
La fine è vicina.
O si!

20 gennaio 2010

Alla gogna! Alla gogna!




Magari sono rimasto indietro io, ma Fabrizio Corona non era stato condannato a tot anni di reclusione? E allora come mai in giro per Genova vi sono manifestini di non so bene che tipo di locale (discoteca?) che sostiene di averlo come ospite per una serata? (datata tipo 10 gennaio o giù di lì, perciò recentissimi).
C'è da indignarsi sia che si tratti di menzogna sia che si tratti di verità. Forse più per la seconda. Se invece fossi rimasto indietro e la condanna è stata cancellata... Beh, in questo caso mi chiedo semplicemente come sia possibile che il popolo acclami certi loschi individui osannandoli come "uno che ce l'ha fatta". Si, certo, a prenderci tutti quanti per il culo.
Come sempre.
E ora mi metto a lavorare.
Ciao!






15 gennaio 2010

Scusate la franchezza



Ma io dico: l'uomo è tanto impegnato a lamentarsi del fatto che la vita non dia certezze.
La morte è l'unica certezza che si ha e ci ripugna, ci terrorizza.
In quanto certezza dovrebbe rasserenarci, in un certo senso, fa parte della vita, in fondo (e mai come qui la parola "in fondo" calza a pennello!). E se la intendiamo, la vita, in senso sia stretto che lato allora possiamo essere ancora più sereni pensando che si continuerà a fare parte, in un modo o nell'altro, di questo universo. Al di là del credere o meno in un'altra vita (e ci risiamo: senza certezze!).
Forse la cosa che più spaventa è il fatto che la vita, fatta delle sue non-certezze, sia tanto imprevedibile e misteriosa che quel cambiamento così radicale di abitutini (la morte) che la vita ci impone semi-casualmente, trasforma l'unica certezza in una incertezza. In tanti ma, se, boh?!?, aiuto.
Pensiamo inoltre che un tempo era parte del quotidiano, ovvero se moriva un nonno si faceva la veglia, rimaneva in casa per un po', insomma così già da bambini si imparava ad accettarla con rispetto e serenità (certo, a patto che non si facesse parte di quelle famiglie da funerali strappacapellibacialabarastrilla!).
Ce ne sarebbe da dire, ma ho da fare e quindi mi ributto nell'incertezza e negli imprevisti del quotidiano.
E, scusate la franchezza, toccandomi le palle!

11 gennaio 2010

Preparazione

Il giubilo vacanziero scema. 
Necessito di organizzare il mese tornando altresì ad indossare i miei soliti panni: 
  • Un berretto di altezzosa ironia
  • Un abito di affidabile professionalità 
E un paio di sandali.